Ieri ho scritto questa frase su Facebook:
PENSO CHE CERTE VOLTE IL GOLF SIA PROPRIO UN GIOCO DI M............
Ho avuto una decina di commenti solidali, un successone! Mi sono tanto consolata dei 24 punti che ho fatto domenica in gara.
Uno dei commenti mi ha però fatto notare che per quanto si possa giocare male, è mille volte meglio essere lì che da qualche altra parte.
E se guardate il post prima di questo, che sono risposte a una mia intervista sulle "negatività" del golf, qualcuno ha detto che gli errori sono OPPORTUNITA' per imparare a migliorarci.
Insomma, sto cercando di trasformare la frase in rosso nella speranza di poter presto scriverne una in verde (verde speranza, appunto.) Il golf fa questi scherzi.
lunedì 29 giugno 2009
martedì 23 giugno 2009
Cosa ti fa più arrabbiare del tuo gioco?
Ho raccolto alcune impressioni di giocatori amici che hanno descritto i "killer" del loro golf. Eccone alcune in forma anonima, molti di voi si riconosceranno in queste dichiarazioni!
gioco a golf dal 2000 e a torto o a ragione sono passato per tutte le fasi della follia del giocatore di golf..sai dicono che "non bisogna essere stupidi per giocare a golf..però aiuta.."..in effetti se si ha un pò d'intelligenza ed amor proprio si dovrebbe lasciar perdere subito e tornare al tennis, surf, calcetto o quant'altro..quello che più mi ha sempre dato fastidio è quando dopo un bel colpo la pallina finisce nell'unica buchetta in campo o cmq in situazione punitiva..lì perdevo proprio la testa..un giorno ho letto però questa massima.." quella che per un perdente è una difficoltà per il vincente è un'opportunità.."in poco tempo sono sceso di altri 5 colpi.ciao e a presto
Una delle cose che mi fa perdere concentrazione in gara è il dover correggere errori di conteggio, di interpretazione delle regole di gioco, di comportamento (gioco lento, disturbo in campo, uso dei cellulari, pitch non alzati, abbandono delle sacche, consigli degli amici sulla scelta dei bastoni o della direzione etc...).Il trovare le parole e i toni giusti per non diventare antipatici o sembrare bacchettoni, provoca uno stress per cui spesso si lascia correre ma, anche in questo caso, la concentrazione è andata.Una volta era più raro incorrere in questi comportamenti, purtroppo oggi è assai raro fare una gara senza dover chiudere più di un occhio.
Cara Alessandra.... se è la prima risposta quella che
conta ti direi.... che non mi sento MAI frustrato.... anzi!!
gioco sempre così bene che non ho alcun
problema....ahahahahh
naturalmente ho degli alti e bassi, ma fanno parte del
gioco .... guai se non ci fossero!!! sarebbe un gioco troppo
facile....
mi ritengo particolarmente tollerante e sempre rilassato....
niente mi disturba, accetto sempre quello che viene....
unica eccezione = gli arroganti.... !!!
la mia unica frustazione in alcuni gg è il Put....!!!! da
tee a green sono sicuro del mio gioco, sul put ammetto di
avere qualche problema di sicurezza...
poi succede come ieri.... 9 buche e brucio tutto l'handicap
di sette colpi.... sulle seconde riparto con altri due
boogies di put e poi arrivano due birdies da oltre 10 mt!!!!
la buca dopo finisco in acqua e a quella successiva altro
birdie da meno di un metro... bene, i birdies mi danno una
carica enorme... finisco + 2 e salvo la virgola....
ma sincerità per sincerità.... nemmeno la virgola mi
stressa....
La mia frustrazione è l' ansia da risultato, paura di fare brutta figura con gli altri partecipanti e di fare cose catastrofiche. A volte mi deconcentro, presto poca attenzione ai rituali prima del colpo, divento nervoso se non vedo continuità del buon gioco, ed incomincio a pensare che non riuscirò mai a migliorare. Quindi succede il disastro. Però, alla fine della fiera, passo una splendida giornata con gli amici all'aria aperta e va bene lo stesso.
Le mie frustrazioni?
1° problemi fisici
2° concentrazione
3° fattori esterni al gruppo di gioco quali accompagnatori,
amici e quant'altro.
A me dà fastidio giocare con gente bassa di handicap che non mi considera proprio perchè magari io ho preso da poco l'handicap e non gioco bene. In gara mi riprendono se sono lenta, e se cerco di fare amicizia facendo domande mi rispondono a monosillabi. Stanno sulle sue e mi fanno sentire un'incapace.
Grandi frustrazioni!
nell'ultima gara che ho giocato ho fatto 23 punti e sono arrivato ultimo in seconda categoria!
Quindi sono veramente arrabbiato con questo gioco, perchè in poco tempo ti toglie tutte le belle soddisfazioni che ti ha dato negli anni e ti rimanda giù a toccare il fondo !!
Gioco da 5 anni e fino ad ora è sempre stato un crescendo...
ho preso l'handicap dopo soli 5 mesi dal primo t-shot, alla mia prima gara e in un campo impegnativo. Successivamente mi sono sempre posto come obiettivo quello di vincere la Coppa d'Oro Cerutti e nelle ultime 3 stagioni ho ottenuto un terzo posto, un secondo posto (in terza categoria medal) e infine un quarto posto (in seconda categoria medal) che sarebbe stato sicuramente un primo se non fossi salito erroneamente su un Golf Car meritandomi 4 punti di penalità!!!
Bene, dopo queste esperienze positive ed un handicap in costante discesa... il disastro!!
Per motivi di lavoro sono dovuto stare all'estero per qualche tempo e ho dedicato molto meno tempo al golf...
in sintesi ho praticato per circa 10 volte da ottobre 2008 a maggio 2009 e ho fatto una sola gara...
Mi sono così reso conto che se non pratichi costantemente, questo gioco è psicologicamente devastante! Il mio swing è penoso, dopo 9 buche sono letteralmente a pezzi, nonostante pratichi regolarmente altri sport veramente duri (free-climbing) e quindi la preparazione fisica generale è adeguata.
Insomma, non mi danno fastidio i rumori, né ho ansie da gara, nessun fattore esterno mi influenza nel gioco.. tutto dipende da me! ... Ma ho mollato per pochi mesi ed ora sono tornato ad essere un principiante... quasi che gli anni di dura pratica non fossero serviti a nulla... tutto svanito! Questo è terribile!! Significa che questo gioco va sposato oppure lasciato perdere... amato oppure odiato, non ci sono vie di mezzo, non puoi divertirti una volta ogni tanto con gli amici ma devi farlo diventare un appuntamento obbligatorio del fine settimana e direi anche per un paio di appuntamenti infrasettimanali... altrimenti .... "datti all'ippica".. come si usa dire.
Io sono frustrato dalle varie teorie sullo swing. Devo ancora prendere l'handicap e il maestro mi ha insegnato lo swing in un certo modo. Quando vado in campo pratica e incontro dei conoscenti che guardano il mio gioco mi danno un sacco di suggerimenti tipo "non girare le spalle così, ma cosà. Sbagli questo, sbagli quello..." Mi confondono le idee e non prendo più nella palla.
Mi sento frustrato purtroppo solo dal mio gioco, entro in campo solo per giocare bene e dimostrare di poter fare 36 o piu’ su un ipotetico score e quindi giocando 18 nel mio campo non tollero assolutamente di fare un doppio bogey neanche se il tempo e’ bello! Certe giornate il gioco puo’ diventare una tragedia e quindi rimpiango seriamente di non avere fatto qualcos’altro quel pomeriggio invece di perdere tempo ed energie volte ad annientarmi psicologicamente. Quando sono in compagnia invece generalmente c’e’ sempre qualcuno che gioca peggio di me e comunque qualsiasi tipo di confronto mi fa ricordare che siamo esseri umani capaci di sbagliare alle volte e questo mitiga qualunque cosa negativa nel gioco poi si chiacchera e si scherza e il tempo passa velocemente.
Un'altra cosa che potrebbe rendermi più felice al
golf sono le piccole cose che renderebbero il pomeriggio veramente piu’ piacevole del tipo panchina all’ombra e pulisci palline ad ogni buca con acqua e asciugamanino, un taglio di rough non così netto da sembrare di entrare in una savana...
Odio non avere in sacca sempre acqua fresca o qualcosa da sgranocchiare specialmente degli integratori che servirebbero anche per una dieta facendomi dimagrire visto che in una certa maniera si bruciano delle calorie.. e quindi aspettare di fare 9 buche per correre al bar a rifocillarsi.
Quando sono in gara non sopporto le persone che rubano punti, mi impediscono di giocare e soprattutto quelle garette poco importanti dove ci iscriviamo tutti nel solito flite amici di vecchia data e penna che se non giochiamo il caffe’ nelle seconde 9 buche la giornata diventa almeno per me noiosa e insopportabile, in un certo senso ho pagato per avere un riscontro sul mio gioco senno’ mi sembrano soldi buttati via.
La mia frustrazione è che non riesco a concentrarmi se sento un qualsiasi rumore. se qualcuno parla io sbaglio il tiro, se mi passano avanti quando tocca a me sbaglio il tiro, se sento bisbigliare sbaglio il tiro. Dovrei giocare da sola, ma non posso!
A me (Alessandra) dà fastidio la mia testa. Quando non risponde perchè impegnata altrove è un problema, sono capace anche di giocare 13 sopra, ossia 36!!!
gioco a golf dal 2000 e a torto o a ragione sono passato per tutte le fasi della follia del giocatore di golf..sai dicono che "non bisogna essere stupidi per giocare a golf..però aiuta.."..in effetti se si ha un pò d'intelligenza ed amor proprio si dovrebbe lasciar perdere subito e tornare al tennis, surf, calcetto o quant'altro..quello che più mi ha sempre dato fastidio è quando dopo un bel colpo la pallina finisce nell'unica buchetta in campo o cmq in situazione punitiva..lì perdevo proprio la testa..un giorno ho letto però questa massima.." quella che per un perdente è una difficoltà per il vincente è un'opportunità.."in poco tempo sono sceso di altri 5 colpi.ciao e a presto
Una delle cose che mi fa perdere concentrazione in gara è il dover correggere errori di conteggio, di interpretazione delle regole di gioco, di comportamento (gioco lento, disturbo in campo, uso dei cellulari, pitch non alzati, abbandono delle sacche, consigli degli amici sulla scelta dei bastoni o della direzione etc...).Il trovare le parole e i toni giusti per non diventare antipatici o sembrare bacchettoni, provoca uno stress per cui spesso si lascia correre ma, anche in questo caso, la concentrazione è andata.Una volta era più raro incorrere in questi comportamenti, purtroppo oggi è assai raro fare una gara senza dover chiudere più di un occhio.
Cara Alessandra.... se è la prima risposta quella che
conta ti direi.... che non mi sento MAI frustrato.... anzi!!
gioco sempre così bene che non ho alcun
problema....ahahahahh
naturalmente ho degli alti e bassi, ma fanno parte del
gioco .... guai se non ci fossero!!! sarebbe un gioco troppo
facile....
mi ritengo particolarmente tollerante e sempre rilassato....
niente mi disturba, accetto sempre quello che viene....
unica eccezione = gli arroganti.... !!!
la mia unica frustazione in alcuni gg è il Put....!!!! da
tee a green sono sicuro del mio gioco, sul put ammetto di
avere qualche problema di sicurezza...
poi succede come ieri.... 9 buche e brucio tutto l'handicap
di sette colpi.... sulle seconde riparto con altri due
boogies di put e poi arrivano due birdies da oltre 10 mt!!!!
la buca dopo finisco in acqua e a quella successiva altro
birdie da meno di un metro... bene, i birdies mi danno una
carica enorme... finisco + 2 e salvo la virgola....
ma sincerità per sincerità.... nemmeno la virgola mi
stressa....
La mia frustrazione è l' ansia da risultato, paura di fare brutta figura con gli altri partecipanti e di fare cose catastrofiche. A volte mi deconcentro, presto poca attenzione ai rituali prima del colpo, divento nervoso se non vedo continuità del buon gioco, ed incomincio a pensare che non riuscirò mai a migliorare. Quindi succede il disastro. Però, alla fine della fiera, passo una splendida giornata con gli amici all'aria aperta e va bene lo stesso.
Le mie frustrazioni?
1° problemi fisici
2° concentrazione
3° fattori esterni al gruppo di gioco quali accompagnatori,
amici e quant'altro.
A me dà fastidio giocare con gente bassa di handicap che non mi considera proprio perchè magari io ho preso da poco l'handicap e non gioco bene. In gara mi riprendono se sono lenta, e se cerco di fare amicizia facendo domande mi rispondono a monosillabi. Stanno sulle sue e mi fanno sentire un'incapace.
Grandi frustrazioni!
nell'ultima gara che ho giocato ho fatto 23 punti e sono arrivato ultimo in seconda categoria!
Quindi sono veramente arrabbiato con questo gioco, perchè in poco tempo ti toglie tutte le belle soddisfazioni che ti ha dato negli anni e ti rimanda giù a toccare il fondo !!
Gioco da 5 anni e fino ad ora è sempre stato un crescendo...
ho preso l'handicap dopo soli 5 mesi dal primo t-shot, alla mia prima gara e in un campo impegnativo. Successivamente mi sono sempre posto come obiettivo quello di vincere la Coppa d'Oro Cerutti e nelle ultime 3 stagioni ho ottenuto un terzo posto, un secondo posto (in terza categoria medal) e infine un quarto posto (in seconda categoria medal) che sarebbe stato sicuramente un primo se non fossi salito erroneamente su un Golf Car meritandomi 4 punti di penalità!!!
Bene, dopo queste esperienze positive ed un handicap in costante discesa... il disastro!!
Per motivi di lavoro sono dovuto stare all'estero per qualche tempo e ho dedicato molto meno tempo al golf...
in sintesi ho praticato per circa 10 volte da ottobre 2008 a maggio 2009 e ho fatto una sola gara...
Mi sono così reso conto che se non pratichi costantemente, questo gioco è psicologicamente devastante! Il mio swing è penoso, dopo 9 buche sono letteralmente a pezzi, nonostante pratichi regolarmente altri sport veramente duri (free-climbing) e quindi la preparazione fisica generale è adeguata.
Insomma, non mi danno fastidio i rumori, né ho ansie da gara, nessun fattore esterno mi influenza nel gioco.. tutto dipende da me! ... Ma ho mollato per pochi mesi ed ora sono tornato ad essere un principiante... quasi che gli anni di dura pratica non fossero serviti a nulla... tutto svanito! Questo è terribile!! Significa che questo gioco va sposato oppure lasciato perdere... amato oppure odiato, non ci sono vie di mezzo, non puoi divertirti una volta ogni tanto con gli amici ma devi farlo diventare un appuntamento obbligatorio del fine settimana e direi anche per un paio di appuntamenti infrasettimanali... altrimenti .... "datti all'ippica".. come si usa dire.
Io sono frustrato dalle varie teorie sullo swing. Devo ancora prendere l'handicap e il maestro mi ha insegnato lo swing in un certo modo. Quando vado in campo pratica e incontro dei conoscenti che guardano il mio gioco mi danno un sacco di suggerimenti tipo "non girare le spalle così, ma cosà. Sbagli questo, sbagli quello..." Mi confondono le idee e non prendo più nella palla.
Mi sento frustrato purtroppo solo dal mio gioco, entro in campo solo per giocare bene e dimostrare di poter fare 36 o piu’ su un ipotetico score e quindi giocando 18 nel mio campo non tollero assolutamente di fare un doppio bogey neanche se il tempo e’ bello! Certe giornate il gioco puo’ diventare una tragedia e quindi rimpiango seriamente di non avere fatto qualcos’altro quel pomeriggio invece di perdere tempo ed energie volte ad annientarmi psicologicamente. Quando sono in compagnia invece generalmente c’e’ sempre qualcuno che gioca peggio di me e comunque qualsiasi tipo di confronto mi fa ricordare che siamo esseri umani capaci di sbagliare alle volte e questo mitiga qualunque cosa negativa nel gioco poi si chiacchera e si scherza e il tempo passa velocemente.
Un'altra cosa che potrebbe rendermi più felice al
golf sono le piccole cose che renderebbero il pomeriggio veramente piu’ piacevole del tipo panchina all’ombra e pulisci palline ad ogni buca con acqua e asciugamanino, un taglio di rough non così netto da sembrare di entrare in una savana...
Odio non avere in sacca sempre acqua fresca o qualcosa da sgranocchiare specialmente degli integratori che servirebbero anche per una dieta facendomi dimagrire visto che in una certa maniera si bruciano delle calorie.. e quindi aspettare di fare 9 buche per correre al bar a rifocillarsi.
Quando sono in gara non sopporto le persone che rubano punti, mi impediscono di giocare e soprattutto quelle garette poco importanti dove ci iscriviamo tutti nel solito flite amici di vecchia data e penna che se non giochiamo il caffe’ nelle seconde 9 buche la giornata diventa almeno per me noiosa e insopportabile, in un certo senso ho pagato per avere un riscontro sul mio gioco senno’ mi sembrano soldi buttati via.
La mia frustrazione è che non riesco a concentrarmi se sento un qualsiasi rumore. se qualcuno parla io sbaglio il tiro, se mi passano avanti quando tocca a me sbaglio il tiro, se sento bisbigliare sbaglio il tiro. Dovrei giocare da sola, ma non posso!
A me (Alessandra) dà fastidio la mia testa. Quando non risponde perchè impegnata altrove è un problema, sono capace anche di giocare 13 sopra, ossia 36!!!
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martedì 16 giugno 2009
Quando la pratica è una perdita di tempo
Se non hai abbastanza tempo da dedicare al golf evita la pratica e gioca! Vuoi mettere il divertimento del gioco in campo rispetto alla noia infinita di tirare un cesto di palline in modo ripetitivo, una dietro l'altra, sperando che finiscano presto?
Certo, il tuo drive è poco efficace, non prendi bene i legni da terra, gli approcci sono spesso troppo corti o troppo lunghi, il putt non entra spesso, ma sempre meglio questo gioco che tirare l'odioso cesto senza cognizione.
Quanti di voi migliorano davvero i loro colpi in campo pratica?
Una minoranza. Sono coloro che praticano con uno SCOPO, che concentrano il lavoro solo sul colpo da migliorare, che hanno ben acquisito la tecnica e hanno solo il problema di address, che sono consapevoli e sensibili nel valutare il loro swing e il volo della palla.
Anch'io vorrei essere come questa minoranza consapevole, e invece ho l'allergia al campo pratica e ai maestri. Così mi dico: gioco volentieri in campo e sono soddisfatta così, non mi interessa migliorare. Sono come la volpe che non arriva all'uva!!!
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venerdì 5 giugno 2009
Relazionati al meglio, usa il messaggio "io"
Quante volte ti verrebbe da rispondere male al compagno di gioco inopportuno?
Quello che commenta i tuoi brutti tiri, il logorroico che non la finisce più con i suoi stupidi argomenti, quello che si lamenta in continuazione perchè gioca male...
Tu magari incassi e non dici niente, ma se la tua mente rimugina su quanto tu non sopporti quella persona anche il gioco ne risente. Allora ti azzardi a dirgli qualcosa e la tua voce tradisce la tua collera: "Ti dispiace stare zitto un attimo?" oppure: "Puoi smetterla di lamentarti? Non ti sopporto." Lui, il palloso, ci rimarrà male, che cavolo, avrà diritto anche lui di parlare e lamentarsi, ha pagato la sua quota al circolo, rispetta le regole di etichetta, non sopporta di avere qualcuno che gli dica cosa deve fare. Si chiude in un mutismo offeso, inizia a peggiorare il suo gioco e tu pure.
Ecco cosa puoi dire per cambiare la situazione a tuo vantaggio e conservare il rispetto - e il rapporto - col tuo compagno di gioco, con tua moglie, con i tuoi figli, i tuoi amici - chiunque:
"Quando parli mentre tiro sono contrariato perchè non riesco a concentrarmi sul gioco; se puoi parlare solo dopo che ho tirato giocherò meglio e parlerò volentieri con te.
1 dai un nome al comportamento inaccettabile (quando parli mentre tiro)
2 dai un nome al sentimento che provi a seguito di questo comportamento (sono contrariato)
3 dai un nome al disagio che ne deriva (non riesco a concentrarmi sul gioco)
4 dai un nome al comportamento sostitutivo che ti auguri (se puoi parlare solo dopo che ho tirato)
5 dai un nome all'obiettivo positivo da raggiungere (giocherò meglio e parlerò volentieri con te)
In questo modo tu non giudichi l'altro, ma evidenzi solo il suo comportamento e lui non si sente condannato nella sua totalità perchè il rimprovero è preciso e gli dà modo di correggersi se vuole. Si chiama "messaggio io" perchè il problema parte da te: "IO mi sento così quando tu...."
Ecco la differenza.
La moglie al marito:
"Arrivi sempre tardi, io devo starti ad aspettare con la cena fredda nel piatto, sei un egoista, non ti sopporto!"
Lui si offende e risponde adirato:
"Io lavoro e porto i soldi a casa! Non mi diverto a stare in ufficio fino alle 9 mentre tu non hai da fare niente dalla mattina alla sera!"
E il litigio è inevitabile, lei lo ha offeso nella sua totalità.
Messaggio "io".
La moglie al marito:
"Quando torni così tardi la sera mi sento annoiata e triste mentre ti aspetto perchè la cena che ho cucinato con cura si raffredda e desidero andare a dormire a un'ora decente. Se puoi arrivare mezz'ora prima mangeremo a un'ora giusta una cena calda, e ci resterà tempo per guardare insieme la tv"
Lui non si offende, anzi comprende e dice:
"Ho sempre molto da fare la sera ma vedrò di organizzarmi per uscire prima, anche a me fa piacere cenare prima delle 9!"
Ecco fatto.
Prova per credere!
Quello che commenta i tuoi brutti tiri, il logorroico che non la finisce più con i suoi stupidi argomenti, quello che si lamenta in continuazione perchè gioca male...
Tu magari incassi e non dici niente, ma se la tua mente rimugina su quanto tu non sopporti quella persona anche il gioco ne risente. Allora ti azzardi a dirgli qualcosa e la tua voce tradisce la tua collera: "Ti dispiace stare zitto un attimo?" oppure: "Puoi smetterla di lamentarti? Non ti sopporto." Lui, il palloso, ci rimarrà male, che cavolo, avrà diritto anche lui di parlare e lamentarsi, ha pagato la sua quota al circolo, rispetta le regole di etichetta, non sopporta di avere qualcuno che gli dica cosa deve fare. Si chiude in un mutismo offeso, inizia a peggiorare il suo gioco e tu pure.
Ecco cosa puoi dire per cambiare la situazione a tuo vantaggio e conservare il rispetto - e il rapporto - col tuo compagno di gioco, con tua moglie, con i tuoi figli, i tuoi amici - chiunque:
"Quando parli mentre tiro sono contrariato perchè non riesco a concentrarmi sul gioco; se puoi parlare solo dopo che ho tirato giocherò meglio e parlerò volentieri con te.
1 dai un nome al comportamento inaccettabile (quando parli mentre tiro)
2 dai un nome al sentimento che provi a seguito di questo comportamento (sono contrariato)
3 dai un nome al disagio che ne deriva (non riesco a concentrarmi sul gioco)
4 dai un nome al comportamento sostitutivo che ti auguri (se puoi parlare solo dopo che ho tirato)
5 dai un nome all'obiettivo positivo da raggiungere (giocherò meglio e parlerò volentieri con te)
In questo modo tu non giudichi l'altro, ma evidenzi solo il suo comportamento e lui non si sente condannato nella sua totalità perchè il rimprovero è preciso e gli dà modo di correggersi se vuole. Si chiama "messaggio io" perchè il problema parte da te: "IO mi sento così quando tu...."
Ecco la differenza.
La moglie al marito:
"Arrivi sempre tardi, io devo starti ad aspettare con la cena fredda nel piatto, sei un egoista, non ti sopporto!"
Lui si offende e risponde adirato:
"Io lavoro e porto i soldi a casa! Non mi diverto a stare in ufficio fino alle 9 mentre tu non hai da fare niente dalla mattina alla sera!"
E il litigio è inevitabile, lei lo ha offeso nella sua totalità.
Messaggio "io".
La moglie al marito:
"Quando torni così tardi la sera mi sento annoiata e triste mentre ti aspetto perchè la cena che ho cucinato con cura si raffredda e desidero andare a dormire a un'ora decente. Se puoi arrivare mezz'ora prima mangeremo a un'ora giusta una cena calda, e ci resterà tempo per guardare insieme la tv"
Lui non si offende, anzi comprende e dice:
"Ho sempre molto da fare la sera ma vedrò di organizzarmi per uscire prima, anche a me fa piacere cenare prima delle 9!"
Ecco fatto.
Prova per credere!
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martedì 2 giugno 2009
Ansia da gara
Siete sul tee della 1, lo sponsor della gara vi ha appena fatto la fotografia con i compagni di gioco, un gruppetto di persone vi sta guardando e tocca a voi tirare. Oddio... che stress! Voglio fare un bel tiro, vi dite, ma avete il terrore di sbagliare, e infatti 99 su 100 sbagliate. Tirate la palla lì a due passi con la possibilità di fare una seconda figuraccia nel giro di due minuti.
Questa ansia nasce da una brutta immagine mentale della situazione che state vivendo, forse vedete nelle persone che vi guardano gente che non vede l'ora di sghignazzare sul vostro errore o forse considerate voi stessi non all'altezza di eseguire un bel drive. In tutti i casi vedete il vostro pensiero negativo come la vostra realtà e vi create un'aspettativa che spesso si avvera.
Tranquilli, la cura c'è, ma va allenata.
Il sistema nervoso non distingue tra reale e immaginario, così un attimo prima che tocchi a voi chiudete gli occhi e visualizzate un bel colpo con gli spettatori che vi osservano ammirati, guardate un breve film nella vostra mente di voi stessi che giocate in scioltezza, sicuri e determinati.
Condizionerete il cervello e programmerete il vostro corpo su come volete che sia la vostra realtà. La mente reagisce all'emotività e un potente pensiero positivo influenza la mente e fa muovere il corpo nel modo giusto.
Dunque, immaginatevi al meglio e lo sarete!
Altra tecnica, molto simile, consiste nel visualizzare la fine della gara.
Cinque minuti prima dell'inizio della gara, chiudete gli occhi e immaginate di staccarvi dal corpo e sollevarvi fino a raggiungere la linea del tempo. Procedete avanti sulla linea del tempo e velocemente arrivate alla fine della gara, quando si leggono gli score. Vedete voi stessi tranquilli, che ridete con i compagni, a gara terminata, senza ansia, qualunque sia l'esito. Voltatevi indietro sulla linea del tempo e guardatevi adesso: l'ansia non c'è più!
Abbinate a queste visualizzazioni la postura eretta: sollevate la testa, respirate profondamente, sorridete. Corpo e mente si influenzano a vicenda, con i pensieri negativi si abbassano automaticamente le spalle e la testa, per cui a volte basta sollevarsi per cambiare subito le immagini mentali.
Provate queste visualizzazioni e metteteci quanta più emozione potete: all'inizio non sarà facile, ma dopo un pò di allenamento userete queste potenti tecniche con facilità in ogni circostanza in cui avvertite l'ansia da prestazione. E, mi raccomando, assumete una postura eretta, che vi farà sentire sicuri di voi stessi e chi vi vede si chiederà: "Cos'avrà di diverso oggi... Forse è più elegante?"
Questa ansia nasce da una brutta immagine mentale della situazione che state vivendo, forse vedete nelle persone che vi guardano gente che non vede l'ora di sghignazzare sul vostro errore o forse considerate voi stessi non all'altezza di eseguire un bel drive. In tutti i casi vedete il vostro pensiero negativo come la vostra realtà e vi create un'aspettativa che spesso si avvera.
Tranquilli, la cura c'è, ma va allenata.
Il sistema nervoso non distingue tra reale e immaginario, così un attimo prima che tocchi a voi chiudete gli occhi e visualizzate un bel colpo con gli spettatori che vi osservano ammirati, guardate un breve film nella vostra mente di voi stessi che giocate in scioltezza, sicuri e determinati.
Condizionerete il cervello e programmerete il vostro corpo su come volete che sia la vostra realtà. La mente reagisce all'emotività e un potente pensiero positivo influenza la mente e fa muovere il corpo nel modo giusto.
Dunque, immaginatevi al meglio e lo sarete!
Altra tecnica, molto simile, consiste nel visualizzare la fine della gara.
Cinque minuti prima dell'inizio della gara, chiudete gli occhi e immaginate di staccarvi dal corpo e sollevarvi fino a raggiungere la linea del tempo. Procedete avanti sulla linea del tempo e velocemente arrivate alla fine della gara, quando si leggono gli score. Vedete voi stessi tranquilli, che ridete con i compagni, a gara terminata, senza ansia, qualunque sia l'esito. Voltatevi indietro sulla linea del tempo e guardatevi adesso: l'ansia non c'è più!
Abbinate a queste visualizzazioni la postura eretta: sollevate la testa, respirate profondamente, sorridete. Corpo e mente si influenzano a vicenda, con i pensieri negativi si abbassano automaticamente le spalle e la testa, per cui a volte basta sollevarsi per cambiare subito le immagini mentali.
Provate queste visualizzazioni e metteteci quanta più emozione potete: all'inizio non sarà facile, ma dopo un pò di allenamento userete queste potenti tecniche con facilità in ogni circostanza in cui avvertite l'ansia da prestazione. E, mi raccomando, assumete una postura eretta, che vi farà sentire sicuri di voi stessi e chi vi vede si chiederà: "Cos'avrà di diverso oggi... Forse è più elegante?"
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