domenica 24 maggio 2009

Che magnifico club!


Nella foto: il Cosmopolitan in versione estiva. La mega piscina che circonda la veranda del ristorante è una grande attrazione per i bambini e i nonni, mentre i genitori vanno a giocare.
" Mamma, preferisci me o il golf?" chiede la bambina di cinque anni.
"Ma certo che preferisco te!"
"Allora stai in piscina con me, togliti le scarpe da golf e giochiamo insieme"
"Va bene" dice la mamma mentre pensa convulsamente a un modo per convincere la figlia che la compagnia dei nonni è migliore della sua. Dopo 10 minuti di inutile scervellamento le viene in aiuto l'amica:
"Gina, sbrigati, vai a metterti le scarpe, fra 10 minuti abbiamo la partenza dal tee della 1!"
"La mamma sta con me oggi, vacci tu da sola sul tee della 1!" urla la bimba a Denise.
"Ma cara, tu stai in piscina coi nonni, non fare i capricci, la mamma vuole giocare!" cerca di convincerla Denise.
"Non è vero, mamma ha detto che vuole stare con me, vero mamma?"
"Chi, io? Sì, certo tesoro, solo che improvvisamente mi sono ricordata che ieri ho lasciato il mio putter alla buca 7, faccio 9 buche veloci poi sono da te!"
"Ma cosa dici, mamma? Sei stata due ore sul putting green stamani, e avevi il tuo putter!"
Quella birba ne sa una più del diavolo.
"Hai ragione, cara. Però comunque bisogna che vada perchè devo restituire il driver che ho preso in prova e voglio provarlo."
"Lo hai già provato in campo pratica prima del putting green, hai detto che lo avresti comprato", la bimba non molla.
Gina comincia a stufarsi.
"Vado a giocare perché preferisco il golf a te, okay?"

lunedì 18 maggio 2009

Grazie Cosmopolitan!

Nella foto: io con i tre volontari Shalom, Giusy, Aldo e Patrizia, che mi hanno aiutato a vendere i libri ai partecipanti alla gara di domenica 17 maggio.

Missione compiuta: venduti 66 libri fra il 14 (gara itinera) e il 17 maggio al Cosmopolitan, per un incasso di 660 euro di cui la metà va al Movimento Shalom.
In totale, fra San Miniato, il Cosmopolitan, Gianni Bertoli (grande Gianni, solo tu hai portato 100 euro) verso sul conto Shalom 520 euro.
Sono pochi? Ma no, considerando che è solo un anticipo! Ho intenzione di vendere altri libri in altri campi toscani, i golfisti sono sensibili alla beneficenza. Ho notato che chi ha fatto un buon punteggio compra volentieri il libro e offre anche qualcosa in più, ma chi ha giocato male si defila o dice che non ha soldi, o che ripassa dopo... Pensate se foste voi a consegnare uno score pessimo e vi a comprare un libro. Forse direste ripasso dopo, ma forse pensereste: non ho voglia di fare beneficenze e di sborsare soldi, ho giocato da cani e speso 20 euro per la gara!
Comunque domenica tanti si sono dimostrati sensibili alla causa di Aldo, il fondatore della banca dei poveri in Burkina Faso, un ente che ha erogato prestiti ai poveri per centinaia di migliaia di euro, trasformando di netto la vita di tante persone. Tanti soci si sono fermati a guardare le bellissime foto scattate in Africa da Patrizia, bimbi sorridenti in Missione ma anche bimbi denutriti e scheletrici, una triste realtà.
Ringrazio di cuore il direttore del Cosmopolitan, Marco Graziani, gli impiegati e i caddie masters che hanno dimostrato gentilezza, sensibilità e una disponibilità senza limiti per esaudire ogni mia richiesta. Ringrazio i soci, il maestro e tutti quelli che hanno acquistato il libro, che racconta storie che narrano un pezzetto di ognuno di noi.

giovedì 14 maggio 2009

guai alle mogli che giocano meglio dei mariti!

Pio e Lia sono due fidanzati appassionati di golf che convolano a nozze e decidono di trascorrere la luna di miele in un magnifico resort dei caraibi, ovviamente con le sacche al seguito. Un mare splendido e due campi da golf verdissimi con una vegetazione lussureggiante fanno da sfondo all'intensità del loro amore e della loro voglia di giocare. Il primo giorno sono in campo di buon'ora e alla buca 9, un par 3, Pio fa un orrribile soket e spedisce la palla in un boschetto. Lia invece mette la sua palla in green e va a cercare la palla persa di Pio. "Eccola!" esclama lei, "purtroppo è proprio dietro un albero però hai uno spiraglio a destra del green, fai un colpo pieno col sand e puoi farcela!"
"Ma no" risponde lui visibilmente alterato "passami un ferro 5, faccio un colpo a correre, a girare da destra a sinistra"
"Sei sicuro caro? Secondo me un colpo a volare col sand è più sicuro, la palla è nell'erba alta e va alzata, a correre è più difficile..."
"Falla finita con i tuoi consigli e passami il ferro 5."
Pio tira con violenza, la palla prende in pieno il tronco dell'albero e finisce sulla fronte della moglie, che muore sul colpo.
Pio è scosso e addolorato, trasporta la salma in aereo e seppellisce la moglie nel cimitero vicino a casa, è difficile riprendersi da una tale tragedia.
Dopo qualche anno, però, conosce una bella ragazza nel suo circolo di golf e decide di risposarsi.
Volano in viaggio di nozze nello stesso posto dove con la prima moglie non era riuscito a finire la vacanza.
Fatalità, alla buca 9 Pio fa un brutto soket e la palla finisce proprio nello stesso posto di 6 anni prima, mentre la neo sposa mette la sua palla in green.
Dice la sposa allo sposo: "Caro, ti passo un ferro 5? Fai un colpo a correre, che gira da destra a sinistra e puoi mettere la palla in green!"
Lui scuote la testa e fa: "No cara, passami il sand perchè 6 anni fa col ferro 5 da qui ho fatto doppio bogey!"

domenica 10 maggio 2009

Abili di rispondere o respons-abili

Dai mai la colpa agli altri quando ti senti a disagio con te stesso?
È facile cascarci, e spesso non te ne accorgi nemmeno. Questo significa che non sei respons-abile Che vuol dire abile di rispondere delle tue scelte. Invece nella vita tutto è responsabilità: tu scegli le azioni, le emozioni e le reazioni, poi raccogli i frutti delle loro conseguenze. Scegli sempre, in ogni momento della vita, anche quando ti senti vittima o depresso. Se sei depresso e leggi questo post penserai che sono pazza, tu poverino vai avanti a medicinali antidepressivi, odii questo mondo dove tutti ce l'hanno con te, nessuno ti capisce: come potresti fare una scelta diversa?
Alcune frasi classiche: "Al lavoro i colleghi mi fanno sgobbare, mi danno tutte le loro pratiche da svolgere e non mi invitano mai per un caffè" "Il tale mi ha fatto incazzare con le sue pretese..." "Perchè mi fai questo? Io non lo merito..."
Ti capita mai di pronunciare delle frasi simili?
Prima di rispondere prenditi un po’ di tempo per osservarti. Ascoltati e prendi nota di quante volte le usi e in quali occasioni.
Ogni volta che usi una di queste frasi, stai negando non solo la tua responsabilità ma anche la tua capacità di cambiare le cose, di vivere una vita che scegli tu, con le tue decisioni.
E questo meccanismo non è limitato solo alle relazioni interpersonali, ma scatta anche nelle questioni professionali ed economiche. Anche nel golf, e ne ho parlato diffusamente nei miei post.
Se neghi le tue responsabilità rispetto ad una tua reazione emotiva, perdi una preziosa occasione per capire le tue dinamiche, sul perché reagisci in un certo modo, in che posizione ti poni in relazione ad una persona, che aspettative avevi su di lei.
Dare la colpa agli altri significa non ammettere i tuoi errori e farti un'idea incompleta e falsata della situazione, che ti impedisce di prendere delle giuste decisioni.
Se ad esempio sbagli un colpo dopo che il tuo compagno ha fatto una critica al tuo gioco tu pensi: "E' colpa sua che mi fa sentire un fallito e mi fa sbagliare".
Adesso io ti dico: cerca di riconoscere queste dinamiche, osservandoti spesso e se vuoi migliorarti, la soluzione è a portata di mano.
Prova a sostituiure la frase di prima con questa: "Mi sento un fallito quando il mio compagno di gioco mi fa una critica" Cambia tutto, no? Di fronte a un impluso (il compagno fa un commento) tu scateni una certa reazione. Adesso sei tu che decidi perchè riconosci che sei tu a sentirti in un modo che non ti piace e che se vuoi puoi cambiare, iniziando a lavorare su te stesso. Oppure puoi lasciare le cose come stanno, ma almeno riconosci che la "colpa" non è mai fuori di te. La strada per il miglioramento non è corta e nemmeno indolore, ma io te la auguro di cuore.
(Non è bella questa rima finale?)