domenica 22 febbraio 2009

super caddie master!

Il caddie master del mio circolo, come Archimede Pitagorico, ha inventato uno speciale macchinario fai-da-te per pulire i ferri! Meraviglia delle meraviglie, sabato scorso ogni socio si fermava ad ammirare l'opera davvero ingegnosa di questo nuovo inventore.
Ha usato una vecchia batteria di un carrello in disuso il cui motorino fa girare una rotella a cui ha applicato uno scopino per il water. Lo scopino, quindi, gira a più velocità.
Il caddie master immerge i ferri sporchi in un secchio d'acqua e li passa dallo scopino rotante, che li pulisce bene senza l'uso delle mani. I ferri splendono in pochi secondi e le mani rimangono calde anche d'inverno!! Copiate, caddie masters di altri circoli, copiate.

giovedì 19 febbraio 2009

colori d'inverno

Siamo a fine febbraio ma fa un freddo tremendo, la mattina presto la temperatura è sotto zero.
Come al solito il campo è ghiacciato, apre verso le 11 quando il sole scalda l'aria appena un pò.
Con le mani congelate tiro il drive alla buca 1 e la palla atterra a poco più di un centinaio di metri... un tiro brutto, ma porto pazienza e vado avanti. Chiudo la buca con il solito doppio bogey quando va bene MA sono felice. Felice e grata di camminare all'aperto anzichè rintanarmi in casa, di respirare l'aria fredda che purifica i polmoni anzichè quella di casa riscaldata dai termosifoni.
Sono felice e grata di avere il tempo per osservare i colori del cielo, un azzurro intenso che si perde dietro il verde degli alberi e dei fairways, che niente a a che spartire con l'azzurro estivo. L'aria è tersa, limpida e pulita e ogni contorno spicca ben nitido: la foglia secca, il ramo, la canna del lago e il filo d'erba non sono mai stati così riconoscibili, come se fino ad oggi si fossero nascosti. Sono felice e grata di poter osservare le montagne innevate, le Apuane con le punte aguzze, così davvero simili alle Alpi, con quell'azzurro del cielo sopra di esse. Sono felice e grata perchè mentre cammino e osservo la natura intorno a me la mia pallina compie qualche miracolo e si incammina verso la buca...
La mia gratitudine è infinita e alimenta la mia felicità.

domenica 15 febbraio 2009

Cosa pensi di te stesso?

Il campo da golf è un teatro dove ogni giocatore recita se stesso. Pensa di non essere riconosciuto, di passare inosservato, di poter mascherare le sue emozioni, ma non è così.
Ho visto una persona dare una martellata all'erbetta del green col suo putter, facendo un bel buco in terra solo perchè non aveva imbucato.
Ho visto un'altra persona dare la colpa al marito più volte nello stesso giorno ogni volta che sbagliava un colpo. Una volta perchè camminava avanti mentre lei tirava, un'altra perchè aveva "parcheggiato" il carrello con la sacca sulla traiettoria della sua linea di tiro del putt, un'altra perchè le aveva consigliato il ferro sbagliato....
Ho sentito un irreprensibile imprenditore bestemmiare in campo.
Ho visto chiaramente un onorevole in pensione ritrovare la sua palla miracolosamente messa bene quando era chiaro che la sua era in mezzo ai rovi.
Ho visto una signora della jet society, avvocatessa rotariana, incazzarsi tremendamente un giorno che giocava male al punto di smettere di rivolgere la parola a noi compagne di gioco e continuare a giocare ignorando completamente la nostra presenza.
Cosa pensano queste persone di se stesse? Si piacciono? Forse pensano di non meritare abbastanza la comprensione, l'approvazione e il rispetto degli altri. Non si stimano, non si sentono degne d'amore, è difficile che abbiano una vita felice.
Adesso vado a fare il mio esame di coscienza: cosa penso di me stessa, come mi comporto in campo?
(Curiosi? Non ve lo dico!)

sabato 14 febbraio 2009

Il maestro non è un santone.

E' un periodo nero. La palla di Tina non si alza più come prima, i colpi sono tutti strappati e decisamente corti. Nei par 3 non arriva in green nemmeno col drive, nei par 5 a furia di rattoni fa sempre doppio bogey perchè arriva con uno-due colpi in più del solito. Ormai sono mesi che i bassi superano gli alti, nel senso che il suo gioco fa schifo.
Vuole migliorare, così investe e va dal maestro. Prenderà una serie di 4-5 lezioni, una a settimana ed è sicura che "la rimetterà a posto". Cosa si aspetta? Naturalmente si aspetta che il maestro sappia come fare a rimetterla a posto, a ridarle la lunghezza di prima e possibilmente anche di più, quella ventina di metri in più a colpo che le farebbe comodo... E' il suo mestiere, Tina paga e vuole il risultato anzi lo esige.
Certo -pensa subito dopo- anche quando vado dall'estetista, dal chirurgo o dal parrucchiere esigo un risultato che non sempre arriva, eppure pago lo stesso.
Va bè, il maestro è bravo, disponibile, le spiega subito cosa sbaglia e talvolta con i suoi consigli allunga un pò i suoi colpi, la palla a volte parte bene a volte no, forse in campo cambia tutto, o almeno così spera Tina. La scorsa settimana ho giocato con Tina ed era tanto che non la sentivo così arrabbiata, ce l'aveva a morte col maestro che le aveva "rubato i soldi".
"Da quando ho preso lezioni sono peggiorata anzichè migliorare! Il maestro non mi è servito a niente, continuava a ripetermi di allungare le braccia avanti dopo aver colpito, di finire il colpo, tutte cose stupide che non mi dicono niente. Ho visto che tante persone che vanno da lui sono migliorate, perchè proprio a me non ha voluto insegnare niente di utile?"
Per tutte le 9 buche non ha fatto altro che inveire contro il povero maestro, secondo lei inetto e incapace. Le ho detto allora: "Il maestro di golf può vedere il tuo swing ma non la tua testa! Non è uno psicologo, se vuoi migliorare a golf non basta che il maestro ti dia delle istruzioni, tu devi metterci l'impegno, la voglia, la passione per cercare di mettere in pratica ciò che lui ti dice!"
Sapevo bene che qualsiasi cosa le avessi detto non l'avrebbe distolta dalla sua convinzione e cioè: pago, ergo pretendo. Lo swing però non si può comprare....

mercoledì 11 febbraio 2009

L'obiettivo

Nella foto: i soliti 4 amici che si sfidano il sabato sul green della buca 9. Franco e Fuffi sconfiggono gli avversari per la prima volta!
Come hanno fatto a raggiungere questo obiettivo? Si sono uniti tra loro, si sono presentati sul tee della 1 come se già avessero avuto la vittoria in mano e hanno detto agli avversari: "Questa volta scommettiamo pure primo, secondo, contorno, dolce, caffé e ammazzacaffé" Hanno spiazzato Marco e Pino, che sono abituati a vederli dimessi e rassegnati, preoccupati sempre di scommettere POCO (pranzo parziale a base di pasta al pomodoro o merenda a base di panini) per paura di dover sempre pagare. Questa volta hanno discusso tra loro le strategie che li avrebbero portati alla vittoria e hanno funzionato! In campo si davano consigli reciproci, sul green studiavano la linea del putt e non lasciavano niente al caso. Facevano di tutto per fare punteggio, giocando in sicurezza e rischiando il meno possibile.
Morale? Raggiungere gli obiettivi si può, bisogna volerlo davvero con tutto se stessi e poi agire COME SE l'obiettivo fosse già raggiunto.
Sì, so che state pensando che ho copiato pari pari questa idea dal libro "The secret" di Rhonda Byrne e avete ragione, è proprio così! Forse nel golf non sempre funziona, ma di sicuro l'atteggiamento positivo e la forte voglia di vincere aiuta!

sabato 7 febbraio 2009

Club delle Rifatte

L'età media delle socie del club è elevata e il numero delle senior batte quelle delle più giovani.
Oggi la chirurgia estetica non è più un tabù, persino tra le giovanissime è di moda rifarsi il seno o snellirsi le cosce con la liposuzione. Ma per qualche retaggio educativo o caratteriale non ho ancora conosciuto una golfista che racconti tranquillamente le sue esperienze col chirurgo.
Sabato ho visto Gina col viso tumefatto e gonfio da un lato, ma per educazione non le ho detto niente (però qualcosa ho pensato...). Lei mi saluta frettolosamente e mi fa:
"O Ale, guarda la mia mascella gonfia! Ieri ero dal dentista, mi ha fatto un intervento alle gengive e guarda come mi ha conciato! Un dolore incredibile!"
Povera Gina... a settant'anni suonati non è forse meglio mettersi direttamente la dentiera?
Caso diverso è Felicia, 45 anni, viso di bambola.
La incontro dopo un paio di mesi e non la riconosco. Solo la sua sacca rossa "Callaway" mi dà la certezza che si tratta di lei. La saluto un pò imbarazzata, le dico è tanto che non ti vedo al golf e lei mi fa:
"Sono stata a Milano, mamma ha avuto un intervento e sono dovuta rimanere 5 settimane" Non fa menzione del suo nuovo viso e io dopo un pò non resisto: "Hai uno sguardo diverso, hai fatto qualcosa agli occhi?" Risponde:
"No, ho solo fatto la pulizia del viso da un'estetista a Milano e mi ha dato delle buone creme per mantenere lo sguardo giovane"
Magari bastassero le creme... penso malignamente.
Gianna ha 62 anni ed è ancora una discreta donna. Al bar della club house eravamo seduti insieme a prenderci una cioccolata calda in una fredda giornata di gennaio con i nostri mariti e un'altra coppia. Suo marito le dice davanti a tutti:
"Gianna hai un graffio sopra il labbro, cos'hai fatto?"
Lei non risponde e cambia discorso, parla dei suoi ferri che vanno cambiati, ma il marito non demorde e riparte all'attacco:
"Gianna, hai qualcosa al labbro, vai a vederti allo specchio. Stamani non avevi niente, quindi è successo qui al golf!" Non è vero che stamani non aveva niente, aveva tanto fondotinta o correttore. Risponde un pò scocciata:
"Non ti preoccupare, non è niente" Ma ormai tutti la guardano e mio marito dice:
"Ha ragione Claudio, anzi, secondo me sei anche un pò gonfia, forse hai preso una botta"
A questo punto lei si alza e dice, visibilmente alterata:
"Vi fate gli affari vostri?" E se ne va, lasciando di stucco gli ignari uomini.
Dopo qualche tempo vedo di nuovo Felicia sul tee della uno col labbro di sopra gonfio e dai contorni incerti, mio marito era con me.
Più tardi lui mi dice: "Hai visto povera Felicia, com'è imbruttita? Avrà preso un cazzotto sulla bocca?"
Gli uomini si ingannano bene, alle donne non sfugge niente!