domenica 28 settembre 2008

Il bar della club house

Sguardo annoiato, gentilezza ridotta al minimo indispensabile, bar sguarnito... Questo succede in un club ultrasnob della Toscana, dove il green fee si paga a peso d'oro. Certo, i locali sono stupendi: parquet lucidissimo, ampie vetrate che aprono sulle buche, divani in stoffe pregiate, tappeti persiani. Fuori in veranda la meraviglia aumenta ancora: fiori dappertutto, divani in vimini con cuscini comodissimi, tavolini bassi con riviste di ogni genere e soprattutto, la rigenerante vista del verde dei fairways.
Bene, vai al bar di questo splendido club: panini finiti, macedonia finita, pizzette finite. Che cosa avete? Chiedi tu, affamato dopo 18 buche alle 4 del pomeriggio. Abbiamo i tost e queste brioches, quelle avanzate dalle colazioni della mattina, giusto tre di numero. Vada per la brioche, prendi anche un cappuccino e fai una specie di merenda-colazione, tanto per sfamarti un pò. La brioche è un sasso, una specie di panino dolce duro e poco lievitato. Se almeno i baristi fossero gentili! Se dicessero mi dispiace, sa, non succede a cose normali, proprio oggi ho finito tutto... No, ti mettono la brioche davanti e vanno a farti il cappuccino quasi tu li avessi importunati con le tue richieste.
Ti viene la paranoia!!
Mille volte meglio il tuo club dove la barista, anche se ha tanto da fare, non ti fa mai mancare il sorriso e la parola gentile. E se non ha panini te li va subito a preparare.
E' sempre l'essere umano che fa la differenza.

mercoledì 24 settembre 2008

Che speranze ho con questo orribile backswing? E' più produttivo cercare le palline!


Ecco a voi due aberrazioni del golf: un backswing vergognoso e una posizione poco ortodossa e altamente rischiosa volta al recupero di una pallina...

Da questa foto ho finalmente capito perchè il mio drive si è accorciato, gira a destra, vola alto in cielo... quando lo tiro può succedere di tutto! Fino all'anno scorso l'unica cosa davvero acquisita e automatica era LUI, il drive. Niente di eclatante, ma altamente decoroso e in linea col mio gioco di terza categoria tendente alla seconda (nel senso che avevo buone speranze di arrivarci) Com'è possibile essersi accorciati in questa maniera ignobile?
Ecco com'è possibile: basta guardare la foto! Giro le spalle incassando la testa dentro il collo e facendone sparire metà sotto la spalla sinistra, che mi copre bocca e naso. Alzo entrambe le braccia in cielo quando la destra dovrebbe stare piegata, sono l'antitesi del golf. Oltretutto il colpo lo avevo già tirato, come si vede dal tee senza palla, per cui mi sono messa in posa per la foto!
Dico io: già che una si mette in posa per una foto non può metterci un pò di impegno per riuscire al meglio?
Fa proprio bene la mia amica a recuperare palline in acqua, da quando ho visto questa foto mi darò a questa attività più redditizia e soddisfacente. Oppure prenderò una serie di lezioni!

giovedì 18 settembre 2008

Quando e perchè ho iniziato a giocare


Nella foto: Tommaso che pratica il suo swing nel giardino di casa. Niente di più comodo quando le palline del campo pratica confinante ti finiscono in giardino! Lui le rispedisce di là dal muro e si allena nel frattempo.
Ho iniziato a giocare nel lontano settembre 1998, quando mia figlia piccola aveva appena 6 mesi.
Ho il campo pratica che confina con casa mia, era come se non mi allontanassi da casa, bastava una voce e potevo tornare subito. Del tipo: "la bimba piange, avrà fame?" Mi urlava mia suocera dalla finestrella nel muro di recinzione. " Arrivo subito, tiro 5 palline, vengo a darle da mangiare, la metto a letto poi torno a praticare!" Il campo pratica di Vicopelago era rudimentale, con pochi servizi, senza putting green nè pitching ed era poco frequentato. La maestra, Anna Ravinetto, veniva solo una o due volte a settimana su appuntamento. Mio marito aveva già preso l'handicap e giocava da un anno, potevo forse io rimanere indietro? Potevo lasciarlo "sciolto" il sabato e/o la domenica o nelle scorrazzate di golf con gli amici? E magari io rimanere a casa da sola con tre figli? No che non potevo. Così ho preso 10 lezioni e una tata per i bimbi. Poi, grazie a una gita in Marocco sono anche riuscita a giocare quasi subito in campo senza grosse difficoltà, senza scavare zolle gigantesche, senza fare orrende figure da principiante. Che meraviglia, i primi tempi! Le prime palle che si alzano in campo, i primi risultati (fortunosi!) i primi legni presi quasi pieni, una gioia dietro l'altra. Certo, parecchie palle erano prese male o toccate a mala pena, però io mi ricordo solo i colpi belli, quelli che ti fanno pensare di essere brava, nata per il golf.
La pratica? Rigorosamente a casa, totalmente gratis: raccoglievo le palline del campo pratica nel giardino, allenavo i pitch nel mio prato alle varie distanze e tiravo i colpi lunghi al di là del muro, rispedendo le palline da dove erano venute! Qualche palla rimbalzava nel muro di divisione, così ne avevo di più da tirare! La bimba piccola era nel passeggino davanti a me, risparmiavo persino sulla tata! E' risaputo che i lucchesi sono tirchi e in effetti mi sarebbe dispiaciuto spendere tanti soldi nella macchinetta per le palline...
Quando potevo giocare in campo, fare le gare o andare in campi nuovi ero al colmo della gioia e tornavo ricaricata per affrontare la routine quotidiana.
Il golf mi ha consentito di condividere tempo libero e viaggi con mio marito, privilegio questo che non tocca a tutte le coppie. Siccome la convivenza a lungo è dura, almeno rischiariamola giocando!

lunedì 15 settembre 2008

La gara ACG di Punta Ala: una débacle!





Nelle foto: Bogdan, la mia amica Stefania ed io, ospiti nella gara ACG di Punta Ala del 12 e 13 settembre. Avevo sperato di scrivere questo post da vincitrice e invece...
Invece ho fatto 27 punti io e 27 Stefania! Stefania è Olivia descritta ironicamente nel post di Maggio dal titolo "Una bella coppia di golfisti", ed è la moglie di un campione di nome Palmiro (nome d'arte, lui vuole la privacy...), commercialista-golfista come mio marito.
Siamo in tre in gara, con noi c'è un polacco di nome Bogdan, lui è in vacanza in Toscana e gioca da 6 mesi. Non conosce bene le regole e non parla italiano, lo capisce solo un pò.
Partiamo dalla 10 ed esordiamo tutti e tre con una bella x! Palle nel bosco, nella scarpata, dietro gli alberi... Abbiamo un sacco di scuse valide per il nostro orrendo gioco.
Primo: la lentezza del gioco. Il team di sole donne davanti a noi se la prendeva comodissima, soprattutto nei par 3 e l'attesa era esasperante.
Secondo: il fatto che Bogdan, da principiante, perdesse le palle e non sapesse contare bene i colpi.
Terzo: la difficoltà del campo, tutto salite e discese, boschi fitti, burroni e fossi.
Quarto: i green, alcuni veloci ed altri lenti, ho lasciato lì una decina di colpi in più del dovuto. Quinto: il brutto tempo, l'umidità.
Sesto: la stanchezza dovuta alle salite ripide col carrello a mano...
Impossibile giocare bene!
Volete la verità? Non ci sono scuse, abbiamo giocato male il venerdì ma abbiamo la speranza che il sabato vada meglio.Il sabato mattina diluvia. Lo spettacolo dei lampi e fulmini che scaricano in mare è impressionante e affascinante. I commercialisti e gli ospiti fremono, la gara è rimandata fino al ritorno del bel tempo, devono ingannare il tempo con tornei di burraco o chiacchierate sui divani del bar. Il proshop non ha mai venduto tanto in poche ore!
Io, Stefania e i mariti ce ne andiamo, torniamo al nostro club dove non piove e possiamo giocare.
Se avessimo gareggiato anche il sabato avremmo potuto fare risultato!
Abbiamo giocato male ma siamo felici di aver conosciuto Bogdan, una persona simpatica e disponibile che gioca a golf per terapia contro la sua malattia.
Abbiamo riso e scherzato negli spogliatoi spettegolando di certi giocatori "buffi".
Abbiamo cenato con astice alla catalana il venerdì sera in ottima compagnia.
Forse il sabato avremmo davvero potuto giocare bene e cariche di questa bella speranza ci siamo dette che in fondo non è andata male perchè abbiamo fatto solo metà gara!






giovedì 11 settembre 2008

Dalla pallina da golf alla pallina della roulette


Ecco due mega alberghi-casinò a Las Vegas: il Bellagio e il Venetian. Hanno ricreato Venezia con tanto di Canal Grande, ponti, gondole e gondolieri, Piazza San Marco con negozi e ristoranti e perfino la volta celeste all'interno dell'albergo!!
Questo post che spiega nel dettaglio come funziona il casinò on line è per gli interessati (non per me...) In effetti, almeno in America, sono tanti i golfisti-frequentatori di casinò!
Buona lettura

Non è una novità che molti appassionati di golf siano anche discreti frequentatori dei vari casinò anche se non tutti i golfisti possono giocare su quei tappeti verdi decisamente più artificiali e, a volte, molto più costosi. Certo è che molti di noi non disprezzano una puntatina ogni tanto, soprattutto ora che grazie ad internet si può giocare da casa senza più dover fare trasferte kilomentriche. Sembra poi che i golfisti preferiscano passare il tempo alla roulette piuttosto che ad altri tavoli della sala da gioco. Sarà per la presenza della pallina o semplicemente perché molti ritengono la roulette un gioco facile ed immediato? Beh, per quanto facile, è sempre meglio conoscere le regole e varianti di un gioco prima di parteciparvi, soprattutto se state per puntare dei soldi.Abbiamo pensato quindi di fornirvi una rapida presentazione delle varianti più diffuse nei siti che offrono roulette online e nei casinò di tutto il mondo.
Varianti della roulette on-line: Roulette europea
La variante più diffusa della roulette è la roulette europea opposta alla roulette americana. In una roulette americana, sono possibili uno zero e un doppio zero. Le roulette europee hanno solo uno zero. Dato che in questo gioco i casinò ricavano il loro margine sugli zeri, ai giocatori conviene cercare sempre le ruote europee. Nei migliori casinò italiani online, così come in quelli da vivo, è difficile trovare solo la ruota americana.
A differenza del video poker o delle slots che anche online vengono presentate in centinaia di varianti, la roulette europea è quasi sempre in francese, forse per mantenere l’eleganza del gioco. Sia nelle sale da gioco virtuali che in quelle dal vivo raramente troverete una ruota in tedesco o in Italiano
Varianti della roulette on-line: Roulette francese
Su un tavolo della roulette francese, le indicazioni sul feltro sono in francese. Tuttavia, poiché i numeri hanno lo stesso aspetto e la maggior parte delle altre scommesse sono auto-esplicative, questo non dovrebbe essere un grosso problema per chi non parla in francese. Basta ricordarsi che “rouge” è rosso, “noir” è nero, “pair” è pari e “impair” è dispari.
I tavoli della roulette francese possono offrire le regole “en prison” e la “partage”. In en prison, una scommessa alla pari che perde con uno zero può essere recuperata se il giocatore vince al giro successivo. In la partage, il giocatore può rinunciare a metà della sua scommessa o andare al giro en prison. Entrambe le regole sono favorevoli al giocatore perché riducono il margine della casa ed è meglio sfruttarle soprattutto se vi piace giocare scommesse alla pari (rosso/nero, dispari/pari).

martedì 9 settembre 2008

Immersione nel verde


Guardate che ambiente meraviglioso si perde chi non gioca! Quale altro sport consente di camminare nel verde, respirare aria pura e divertirsi?
Amo talvolta fare 9 o 18 buche da sola. In compagnia si gioca volentieri per parlare, guardare il nostro gioco, prenderci un pò in giro, ricevere un "bravo!" quando si fa un bel colpo...
Giocare da soli è noioso - dicono tanti golfisti - e i solitari che si incontrano si uniscono per giocare insieme. Certo, se alla buca 1 un giocatore solitario mi chiede "giochiamo insieme?" gli rispondo di sì, ma altrimenti parto da sola e sono felice. Cerco di concentrarmi sul colpo e di giocare come se fossi in gara, mi conto i colpi e gioco al meglio.
Quando cammino in direzione della palla osservo le mie scarpe che affondano nell'erba morbida, respiro profondamente inalando il profumo dell'erba tagliata poi alzo lo sguardo verso il sole.
Uso 4 sensi: la vista, l'udito, l'olfatto, il tatto.
La vista osserva un paesaggio meraviglioso, fatto di colori caldi come il giallo del sole, il verde dell'erba e delle piante, l'azzurro dei laghi e del cielo. I laghi leggermente mossi dal vento con gli anatroccoli che nuotano rigenerano lo spirito e lavano la nostra mente. Camminare vicino ai laghi rilassa profondamente l'anima, pulisce gli inutili pensieri.
L'udito ascolta il vento, quella lieve brezza che sfiora la pelle e scompiglia i capelli. Ascolta le fronde degli alberi mosse dal vento e il cinguettio degli uccelli.
L'olfatto sente il profumo dell'erba, delle piante e dei fiori, il vento profuma di resina. Anche il sole ha un profumo, un caldo profumo che entra dalle narici e scende nel nostro corpo.
Il tatto sente la morbidezza dell'erba sotto le piante dei piedi, se ci chiniamo a toccare l'erba con le mani la sentiamo tenera e viva. Quando sono completamente sola mi sdraio sul poggetto del tee di partenza e accarezzo l'erba sotto le mie mani, sentendo tutta l'energia che parte dalla terra ed entra in me.
Manca solo il gusto, ma gli altri sensi sono talmente paghi che esco completamente rigenerata da questa passeggiata nel verde, pronta per affrontare il resto della giornata e magari anche qualche giorno dopo.
Noi golfisti siamo una razza di fortunati, veramente non sa cosa si perde chi non gioca!

domenica 7 settembre 2008

Golfisti dopati

Questa lattina energizzante è una forma di doping. Antidolorifici tipo aulin o oki sono droghe che annullano i dolori. Alcuni golfisti si drogano, dunque!

Gara amatoriale. Gli amatori non più giovanissimi accusano spesso doloretti di ogni tipo e prima di una gara, dopo la colazione al club a base di cappuccino e cornetto, si fanno dare un bicchiere d'acqua in cui sciolgono la miracolosa bustina. Ah, che sensazione meravigliosa! Sanno bene che dopo aver bevuto la pozione si sentiranno meglio, giocheranno più sciolti e magari -perchè no- vinceranno anche la gara! Questa è un'ancòra, la famosa ancora di cui parlo spesso nei miei articoli, quella che ti consente di realizzare una cosa solo perchè ci credi. Credi che quella bustina ti faccia giocare meglio? Associ quella bustina al benessere e il benessere arriva. Certo, anche la sostanza chimica di cui è composto agisce davvero sul dolore, ma la convinzione ha un potere ancora più forte. Conosco diverse persone che sciolgono queste bustine in acqua prima di una gara o di una sfida e vedo che ne fanno un uso smodato.

Gara di professionisti. Non ho prove di nessun tipo, ma quando vedo giocare quel golf meraviglioso, pulito, semplice, mi dico: Non è che questa gente "bombi" qualcosa per mantenere questo sangue freddo e concentrazione così a lungo? Nel ciclismo fanno tanti controlli e ne beccano a decine, chissà che non comincino a controllare Tiger, Ernie o John...

sabato 6 settembre 2008

Paghi 9, giochi 18

Poveri golfisti principianti, è giusto che anche loro dopo giorni e ore di sudore in campo pratica giochino in campo! Zapperanno un pò, perderanno qualche pallina, faranno qualche air shot o slice o hook, ma ne hanno tutto il diritto. Però devono pagare il green fee!
"Lo pago per 9 buche perchè non so se ho il tempo di farne 18"
" Lo pago per 9 buche perchè al massimo massimo ne faccio 12 o 13"
"Caso mai se faccio 18 buche vado dopo a pagare la differenza"
" E' tardi, vado dopo in segreteria a pagare il green fee, prima gioco poi pago"
"Qui il green fee è carissimo, anche troppo se lo pago per 9 buche, chiaro che poi ne faccio 18"
Ho sentito questo e altro, ho anche visto persone che "dopo" non sono affatto andate in segreteria , non hanno pagato neanche 9 buche e ne hanno fatto 18.
Che faranno queste persone quando giocheranno meglio? Quando perdono una palla la troveranno miracolosamente messa bene? Si assegneranno qualche colpo in meno in gara? O saranno onestissime? Non so se si può essere onesti per certe cose e per altre no, forse l'onestà è un aspetto globale della persona o forse nessun umano è totalmente onesto. Io sono una via di mezzo -notate l'onestà!- credo nell'onestà come virtù necessaria all'integrità ma ad esempio quando non mi segnano un pezzo della spesa al supermercato mi dico: "Ci lascio talmente tanti soldi che per 6 o 7 euro non sto certo a restituirli" Però se a sbagliare sono loro li rivoglio indietro!

venerdì 5 settembre 2008

I campi americani sono stupendi, ma che logorio non poterci giocare!




















I cervi della foto sembrano falsi, ma vi assicuro che sono verissimi in questo fantastico campo di Pebble Beach a Monterey. Ho solo bisogno di migliorare molto la qualità delle mie foto...


Ebbene sì, io e mio marito abbiamo un pò di rimpianto per non aver potuto giocare a Pebble Beach o in uno degli altri meravigliosi campi della penisola di Monterey, vicino a San Francisco.
Ci saremmo perfino accontentati di seguire l'importante torneo che vi si svolgeva quella domenica, aperto al pubblico. Cosa o chi ce lo ha impedito?
Vi riporto alcuni brevi commenti dei miei figli per farvelo capire senza doverlo spiegare troppo:
"Ho fame!" "Voglio andare a San Francisco a fare shopping!" "Mamma sbrigati a fare le foto che non ho più voglia di stare in macchina!"
Se qualcuno di voi ha figli forse può capirmi...
Forse anche il costo del gree fee ha contribuito alla nostra rassegnazione, 500 dollari a testa erano un pò troppi per le nostre braccia corte!